Selena Gomez: “Revival”, il disco della maturità tra amore e tormento [RECENSIONE]

Si apre in tono confidenziale, Revival, il nuovo album di Selena Gomez uscito ieri, 9 ottobre: la title track è anche la prima traccia del disco e inizia con Selena che parla, prima ancora di cantare. “Mi tuffo nel futuro – la sentiamo dire – ma sono accecata dal sole. Sono rinata in ogni momento, quindi chissà cosa diventerò. Un buon modo per introdurre l’ascoltatore nelle atmosfere e tematiche dell’album, che dimostra definitivamente quanto l’ex stellina Disney si sia allontanata dalla “famiglia di Topolino” per crescere artisticamente e a livello personale.

Un brano dance accattivante utile a Selena a parlare del suo ritorno, risveglio, rinascita, come indica anche il titolo del pezzo e del disco intero: “Mi sento come se mi fossi svegliata – recita una parte del brano – le catene intorno a me si stanno finalmente rompendo”. Ma i ritmi dance si fanno ancora più insistenti nella seconda traccia, che arriva direttamente con un fischio appena la prima canzone ha finito di sfumare. Parliamo di Kill ‘Em With Kindness, un brano reso più significativo dalle recenti rivelazioni della cantante sui problemi di salute che ha dovuto affrontare e sul dolore provato per essere finita fin troppe volte al centro del gossip e dei pettegolezzi.

“Uccidili con gentilezza”, recita infatti il ritornello, quasi Selena si rivolgesse ai suoi detrattori con questa canzone, resa ancora più orecchiabile da un motivetto fischiettato sulla base che ti entra nella testa per non uscirne più. Qualcuno, in un primo momento, ha voluto intravedere nel pezzo anche qualche riferimento a Justin Bieber, storico ex della Gomez (“Le tue bugie sono pallottole, la tua bocca è una pistola”), ma era facile prevedere che Revival avrebbe scatenato una serie di voli pindarici, in questo senso.

Sicuramente è più facile trovare qualche riferimento a Bieber nella tracia successiva, Hands To Myself, in cui sentiamo Selena alternare una voce soffice e sensuale ad una più acuta, con toni più alti e sovreccitati. Il singolo, infatti, fa riferimento ad una storia d’amore che non è quella giusta per la protagonista e che forse non la porterà da nessuna parte, ma di cui è impossibile liberarsi. “Non riesco a tenere le mani a posto – canta la Gomez – non importa quanto duramente ci stia provando. Ti voglio tutto per me. Per fortuna la voce della pop star distrae il fan dal pensare costantemente al bel faccino del biondo Bieber sdraiato accanto a ei.

Seguono brani ormai abbastanza noti al pubblico, come Same Old Love, Good For You e Me & The Rhythm: il primo ha delle sonorità elettro-pop che rimandano alla produzione di Charli XCX (non a caso compare tra gli autori del pezzo), il secondo brano rimarrà a lungo una delle tracce più amate del disco, mentre il terzo singolo, l’ultimo ad aver anticipato l’album in ordine cronologico, fonde un sound melodico alla dance più vintage (quella anni ’70, per intenderci).

Selena l’aveva anticipato, nei mesi che hanno preceduto la pubblicazione del disco, che questo sarebbe stato un lavoro “intimo, un po’ cupo” e “ricco di canzoni d’amore”. Così eccola tornare a cantare le sfaccettature di un rapporto sbagliato nella quinta traccia, Sober (“Non sai come amarmi quando sei sobrio, quando la bottiglia è finita tu mi tiri più vicino e stai dicendo tutte le cose che dovresti dire) e in Camouflage, che tra le altre cose mostra anche il lato più “oscuro” di Selena, uno dei pezzi più interessanti dell’album.

Pianoforte e sonorità nostalgiche portano chi ascolta Camouflage in una dimensione molto distante da quella creata dalla prima parte del disco. “Ho così tanta m**da da dire”, questa una parte del testo, che prosegue con: “Eri mio proprio ieri, ora non ho idea di chi sei. Ancora: “E’ come se mi venisse da piangere, se questa è l’ultima volta che ti vedo. Ma io non ti dirò mai come mi sono sentita, a te potrebbe non importare e potrebbe non essere d’aiuto”. Ok, tutti di nuovo a pensare a Justin.

Selena ha voluto stupire i fan, con questo album che comunque presenta canzoni abbastanza eterogenee, così le atmosfere cambiano nuovamente sulle note di Survivors e, ancora di più, su quelle di Body Heat. In quest’ultimo caso, il richiamo alla musica latinoamericana, oltre a rendere la traccia sensuale e divertente, è anche un piccolo omaggio della cantante alle sue radici (ricordiamo infatti che suo padre, Ricardo Joel Gomez, è messicano). Rise è invece una sorpresa continua, che preferiamo non anticipare: c’è solo bisogno di ascoltarla, per cogliere tutte le sfumature che racchiude al suo interno tra forti contrasti molto funzionali (come i passaggi dai cori alla voce della sola Selena che parla prima di riprendere ancora con un energico coro). Qui si ferma l’edizione standard del disco.

La deluxe, invece, procede oltre con Me & My Girls (altro pezzo che tira fuori l’anima sexy dell’album), l’intensa ballad Nobody e Perfect, la canzone che parla ancora d’amore sì, ma stavolta di quello tradito (“Posso assaggiare il suo rossetto e vederla sdraiata sul tuo petto, riesco a sentire la distanza ogni volta che ricordi le sue dita. Forse dovrei essere più simile a lei”). Disponibili nell’edizione deluxe internazionale anche le tracce Cologne e Outta My Hands (Loco), un pezzo scritto dalla stessa Gomez che ricorda a modo suo la produzione più recente di Sua Maestà Madonna. Di seguito la tracklist di Revival

  1. Revival
  2. Kill ‘Em with Kindness
  3. Hands to Myself
  4. Same Old Love
  5. Sober
  6. Good for You (feat. ASAP Rocky)
  7. Camouflage
  8. Me & the Rhythm
  9. Survivors
  10. Body Heat
  11. Rise
  12. Me & My Girls (edizione deluxe digitale)
  13. Nobody (edizione deluxe digitale)
  14. Perfect (edizione deluxe digitale)
  15. Outta My Hands (Loco) (edizione deluxe internazionale)
  16. Cologne (edizione deluxe internazionale)

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