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Ezio Bosso, un anno senza il suo talento: “La musica lenisce tutti i dolori”

La sua arte e la sua forza lo hanno reso immortale: oggi si celebra il primo anniversario dalla sua scomparsa

Inutile nascondersi dietro ad un dito. Non tutti siamo appassionati di musica classica, o quantomeno di quella definibile “da camera”. Tale genere di ascolto appartiene senz’altro ad una nicchia di ascoltatori e non certo a quello che abitualmente chiamiamo mainstream. Ci sono però dei talenti che vanno oltre qualunque genere, preferenza artistica o addirittura oltre la musica. Ezio Bosso era proprio uno di questi. Oggi si celebra il primo anniversario dalla sua scomparsa, avvenuta appunto il 14 maggio del 2020.

Il Maestro Ezio Bosso è stato un direttore d’orchestra, compositore e pianista italiano, celebre in tutto il globo grazie al suo spiccato talento. Come spesso accade nel nostro Paese, il giusto riconoscimento per la sua attività artistica è arrivato solo e soltanto successivamente all’affermazione internazionale. Parliamo di un talento senza eguali, capace di esibirsi negli anni sui palcoscenici più importanti di tutto il mondo come ad esempio la splendida Sydney Opera House. 

Il suo esempio non verrà mai dimenticato

Ciò che si ricorda troppo spesso di Ezio Bosso è purtroppo la malattia neurodegenerativa che gli ha provocato sempre più difficoltà di movimento e respiratorie. Noi però oggi vogliamo ricordarlo come uno dei più grandi talenti italiani nel suo campo, capace di scrivere e dirigere concerti di musica classica fino alla fine dei suoi giorni.

In pochi sanno ad esempio dello stretto legame che unisce Ezio Bosso al talentuosissimo regista Gabriele Salvatores. Quest’ultimo ha infatti scelto il Maestro torinese per comporre le colonne sonore di tre dei suoi più bei film, ossia “Io non ho paura” (2003), “Quo vadis, baby?” (2005) ed “Il ragazzo invisibile” (2014).

Scomparso all’età di 49 anni, Ezio Bosso rimarrà indelebile nella memoria di tutti gli italiani come esempio di resilienza e di passione nei confronti dell’arte che lo ha cullato e cresciuto. D’altronde, citando le sue stesse parole: “Bisogna lasciarsi guidare dalla musica, perché è in grado di lenire tutti i dolori“.

 

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