Ludovico Einaudi e Laura Pausini: niente Oscar ma tantissimo orgoglio italiano

La musica nostrana è stata in ogni caso protagonista della scorsa stagione cinematografica

Poche ore fa sono stati assegnati i Premi Oscar del 2021, ovvero i riconoscimenti più ambiti nel mondo del cinema. Vi starete giustamente chiedendo cosa c’entri questo argomento con le tematiche che siamo soliti trattare in questa sede. Tale premiazione di fatto coinvolge anche l’arte cugina di quella cinematografica, ovvero quella della musica, in ben 2 categorie. Ovviamente ci riferiamo a “miglior canzone originale” e “miglior colonna sonora“. Per l’edizione che si è svolta stanotte, era presente una rappresentante dell’Italia, cantautrice romagnola classe 1974.

Ci riferiamo ovviamente a Laura Pausini, candidata alla miglior canzone con Io Sì (Seen), tratta dal film “La vita davanti a sé” ed in serie aperta di vittorie dalle scorse premiazioni di Satellite Award e Golden Globes. La cantante di Solarolo non è riuscita a vincere, concedendo l’onore dell’Oscar a Fight for You della giovanissima H.E.R., canzone tratta dal film “Judas and the Black Messiah”. La cantante italiana ha commentato così sui suoi canali social: “Sono felice di aver vissuto un’esperienza irripetibile nata per un messaggio importante che condivido completamente e per la grande passione che dopo ventotto anni ho ancora per la musica che non è solo il mio lavoro, ma è la mia vita“.

Orgoglio tricolore

Chi invece non era candidato agli Oscar 2021 ma lo avrebbe assolutamente meritato, parlando di musica, è Ludovico Einaudi. Il compositore torinese classe 1955 ha infatti scritto la colonna sonora di due dei film più acclamati dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Parliamo di “The Father” e “Nomadland“.

Magra consolazione per l’artista italiano la vittoria di quest’ultimo come “miglior film”. Permettendoci un parere campanilista, ci piace osservare come la musica di Einaudi sia fondamentale nello svolgimento della pellicola, grazie alle sue atmosfere uniche che accompagnano la gran parte delle scene del film. In ogni caso il compositore, interpellato dall’Ansa, ha dichiarato: “È un segno meraviglioso che Nomadland e The Father, due bellissimi film indipendenti che parlano di temi importanti e profondi, siano stati premiati con questi grandi riconoscimenti. Mi sento onorato di aver contribuito con la mia musica a queste due storie”. Peccato dunque: sia Laura Pausini che Ludovico Einaudi avrebbero meritato senz’altro un riconoscimento come l’Oscar. Ma poco importa: noi italiani siamo più fieri che mai!

 

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