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Renato Zero: “Il futuro deve essere una finestra aperta”

Il cantautore romano si racconta a Sky Tg24: l'intervista andrà in onda domani alle 21

Nel novero dei volti più celebri ed amati della musica italiana non possiamo evitare di inserire Renato Zero. L’eclettico artista romano in effetti è tra i personaggi che incarnano in maniera migliore quella che è l’arte nella sua totalità. Polistrumentista, chansonnier e da sempre grande provocatore, ha venduto nella sua carriera qualcosa come 45 milioni di dischi. In effetti questa va avanti ininterrottamente dal 1967, anno in cui pubblicò il suo primo 45 giri, “Non basta, sai/In mezzo ai guai. Questo fu prodotto da Gianni Boncompagni, e musicato da Jimmy Fontana, vendendo, all’epoca, la bellezza di venti copie.

Negli anni poi Renato Zero ha composto oltre 500 pezzi, tra cui alcuni capolavori del calibro di TriangoloI migliori anni della nostra vita, Mi vendo ed Il cielo. Il conteggio dei dischi in oltre mezzo secolo di carriera dice 44, di cui ben 31 in studio, 8 live e 5 raccolte. Recentemente, Renato Zero è stato protagonista dello speciale di Sky Tg24 intitolato “Zero maschere, solo Renato“. Questo andrà in onda domani alle 21 sul suddetto canale, ed in replica sabato 17 aprile alle 13.30 su Sky Arte.

Renato Zero vanto italiano

Da sempre artista molto estroverso e chiacchierato, Renato Zero sta per festeggiare i suoi 71 anni. Il cantautore, nonostante l’età non più da ragazzino, è però costantemente proiettato su ciò che il domani ci riserverà. Durante l’intervista ha infatti dichiarato: “Come regola di vita e professionale ho sempre cercato di utilizzare le nozioni che il passato mi ha elargito in funzione del fatto che il futuro deve essere una finestra aperta: tutto ciò che mi si parerà davanti deve comunque avere il gusto della sorpresa e della meraviglia. Per raccontare e rendere partecipi gli altri io devo essere il primo a meravigliarmi, a sorprendermi“.

Dopodiché, Renato Zero regala la sua ricetta per il successo: “Ognuno di noi deve vantare la pretesa di voler diventare qualcuno, un po’ di ambizione è necessaria, aiuta la testa, l’idea, il rapporto con gli altri, trascinare anche l’ultimo in una parità di idee e di energie”.

 

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