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La playlist ufficiale di Joe Biden è per tutti i gusti: da Dua Lipa a Bruce Springsteen

La musica, come è giusto che sia durante un periodo del genere, è tornata ad essere centrale nella vita delle persone di tutto il mondo, americani compresi. A conferma di ciò, nelle ultime ore, è stata pubblicata la playlist ufficiale della cerimonia di insediamento del neo Presidente Joe Biden e della sua vice, Kamala Harris. Si tratta di una compilation di 46 brani di moltissimi generi differenti. La playlist è inclusiva e diversificata, esattamente come l’elettorato che ha portato alla casa bianca i candidati democratici.

Il nome che spicca è certamente quello di Bruce Springsteen. Il boss, autore di brani del calibro di “Born in the USA” non ha mai nascosto la sua fede politica ed avrà un ruolo centrale durante la giornata di festeggiamenti. Canterà infatti “We take care of our own” durante lo show televisivo Celebrating America condotto da Tom Hanks. Al suo fianco, artisti di livello internazionale come Foo Fighters, John Legend e Jennifer Lopez.

Tutti per la Casa Bianca

“Che voi siate amanti del country, appassionati di jazz, esperti di hop hop o fan del rock’n’roll d’altri tempi, la musica è un elemento di unione, guarisce. Queste canzoni riflettono lo spirito e la ricca diversità dell’America”. Con queste parole, chi ha redatto la playlist ufficiale per l’insediamento di Biden ha voluto ribadire nuovamente lo spirito di tale evento e la mentalità con cui il neo Presidente intende lavorare nei prossimi 4 anni.

Kendrick Lamar, Dua Lipa, Mary J. Blige e Bill Withers sono solo alcuni dei nomi presenti all’interno della playlist, ascoltabile su qualunque piattaforma di streaming musicale.

Il livello medio dunque è molto alto: Lady Gaga canterà l’inno nazionale, Bruce Springsteen ed altri artisti saranno ospiti della trasmissione televisiva e la playlist vede la partecipazione di star internazionali della musica. Pensando anche all’esibizione di Beyoncé durante la cerimonia di insediamento di Obama nel 2013, possiamo capire come il mondo della musica sia fondamentalmente dal lato democratico. Trump infatti, nel 2017, si dovette “accontentare” di un mezzosoprano reduce da America’s got talent.

 

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