Eddie Van Halen, l’addio del mondo della musica alla leggenda del metal

E’ stato dunque il cancro a portarsi via Eddie Van Halen, a confermare le prime impressioni sorte in seguito alla notizia del 6 ottobre. Un fulmine a ciel sereno per i fan del chitarrista, malato da oltre cinque anni ma mai parso veramente in pericolo. Le fasi del peggioramento sono a quanto pare state tenute segrete, con la sola famiglia al capezzale del musicista nelle ultime ore di vita. Secondo TMZ, la causa del decesso a soli 65 anni sarebbe un tumore alla gola, causato, si dice, dall’abitudine decennale di tenere in bocca plettri di metallo. La notizia è infine arrivata dall’ospedale Santa Monica in California, tramite il comunicato del figlio Wolfgang. “Non riesco a credere di stare scrivendo questo“, le parole del giovane. “E’ stato il miglior padre che potessi avere. Non mi riprenderò mai del tutto da questa perdita“.

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Eddie Van Halen non ha bisogno di presentazioni, adorato e ascoltato come molti dei miti dell’hair metal anni ’80 anche da diverse generazioni successive alla sua. Di origini olandesi, nato a Nimega nel 1955, emigrò negli Stati Uniti dove fondò il gruppo giovanile dei Van Halen assieme al fratello Alex. Dopo quasi un decennio di gavetta e attività live, la band esplose improvvisamente tra il 1978 e il 1979, con due i storici album omonimi; la formazione aveva nel frattempo incluso David Lee Roth alla voce, destinato a diventare l’uomo copertina dei classici del periodo. Il decennio ’80 resta quello dei trionfi, culminante con l’album 1984; in seguito, il chitarrista continuerà a portare avanti l’attività della band in diverse declinazioni, reinventandola con il vocalist Sammy Hagar e, dal 2006, integrando lo stesso figlio Wolfgang come bassista, in quello che per mezzo secolo è rimasto un affare di famiglia.

Scoperto il cancro nel 2015, Eddie Van Halen ha trascorso gli ultimi cinque anni alternando diverse fasi di chemioterapia in Germania, con effetti a quanto pare altalenanti. Ora, la notizia della morte, accolta dai divi del vecchio metal e hard rock anni ’80 come l’ennesimo segnale della fine di un’era. “Il suo suono era pura magia“, il comunicato degli AC/DC, nei giorni del ritorno in studio. “Per il mondo della musica è stato un dono, e siamo stati fortunati ad incontrarlo“. “Non era solo un Dio della chitarra, ma un’anima splendida“, ricorda Gene Simmons dei Kiss. I Pantera ne rievocano la “grandissima influenza” esercitata dalla sua musica sui lavori della band. “Lo consideravamo un’ispirazione, un idolo e un amico“, il commento dei Metallica.

In Italia, a sorpresa, il ricordo più significativo di Eddie Van Halen viene da Elisa, che in un post Instagram ne ha ricordato il contributo ad un suo lavoro. Il musicista era da sempre aperto a collaborazioni (la più celebre, nell’accompagnamento di Beat It di Michael Jackson), e nel 2004 finì addirittura nel Pearl Days della cantante friulana. “Veniva sempre a trovarci in studio, era amico del produttore“, ricorda Elisa. “Era simpatico e alla mano. Un giorno prese la chitarra, e suonò il riff per Life Goes On. Eri seduto di fianco a me con un bicchiere di vino. Ti piaceva, e ci hai convinto a tenerlo. Quel momento, mi è parso di volare“.

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