Renato Zero scatenato alla presentazione di Zerosettanta: “La mondezza musicale lasciamola agli americani”

Non è certo riconosciuto per il minimalismo Renato Zero, che al compimento dei suoi settant’anni ha optato per un’operazione tra le più magniloquenti, a celebrare il suo straordinario traguardo. Dopo mesi di anticipazioni e un singlo come L’Angelo Ferito ad aprire le danze, il cantante romano ha finalmente presentato il progetto Zerosettanta; non uno ma ben tre dischi, quaranta brani totali, che verranno rilasciati nel corso dell’anno a festeggiare il compleanno dell’autore. Tre dischi che verranno pubblicati a “ordine invertito”, partendo dal Volume Tre fino all’Uno, ad imitazione di un countdown; ed è proprio il terzo album quello ad aver visto la luce per primo, ora finalmente in streaming e in vendita ufficiale.

Provocazioni e appelli al mondo discografico, Renato Zero torna con il primo volume di Zerosettanta: “Sarà il pubblico a decidere se ho fatto una caz*ata”

Il mio compleanno si festeggia così, con la penna ancora calda di scritture e il microfono acceso“, si presenta Renato Zero alla presentazione ufficiale del progetto, ovviamente via Zoom. “Ho festeggiato pochi compleanni, ma questo non me lo volevo perdere. Anche se la festa dovrà essere rimandata, gli artisti vanno omaggiati“. E’ l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, sopratutto in merito alla diffusione e la commercializzazione della musica contemporanea. Apparentemente lontano ormai dal mondo del pop attuale, Zero richiama quindi all’ordine radio ed emittenti: “Lasciate la mondezza agli americani“, invoca il musicista. “Gli artisti vanno rispettati, e lo dico alle radio. Se il disco non piace si fa in tempo a metterlo via, ma è comunque frutto di un lavoro“. E la scusa dell’età non va certo giù: “Non mi passano in nome del target“, spiega. “Ma voglio che sia il pubblico a decidere se Renato Zero ha fatto una caz*ata”.

Non manca un appello ai giovanissimi, e a quella nuova generazione che Renato Zero continua comunque a guardare con simpatia. “Dico ai ragazzi di non bruciarsi“, spiega. “Se vi esponete senza suscitare nulla, poi dovrete aspettare molto per avere una nuova possibilità. Ma uno non può fare musica dentro una stanza con un computer come unico interlocutore“. Per il nuovo lavoro, la chiave sono allora le collaborazioni, sopratutto britanniche: da Phil Palmer ad Alan Clark, fino al recentemente annunciato apporto del Maestro Adriano Pennino. A suggellare l’avvio del progetto, la trasmissione in prima serata del concerto Zero il Folle dello scorso gennaio, registrato poco prima della pandemia e ultima testimonianza del recente tour del cantante.

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