Kanye West in guerra con le case discografiche americane: “Sono schiavisti, io sono Mosè”

Tra un impegno e l’altro, è facile dimenticare il ruolo di musicista di Kanye West nel mondo dello spettacolo americano; impegnato ormai stabilmente nell’improbabile candidatura repubblicana per le presidenziali USA, il rapper è in realtà costantemente impegnato nella difesa dei propri lavori, in una battaglia per i diritti che va ormai avanti da anni. In particolare, il marito di Kim Kardashian sarebbe da tempo impegnato in una lotta senza quartiere con la Universal (proprietaria del contratto discografico) e la Sony (di quello editoriale). Colpa delle major sarebbe quella di non aver “liberato” l’artista dagli impegni contrattuali; una faida legale che ha spinto il rapper a dare il meglio di sè, in una serie di tweet a dir poco sopra le righe.

Un Kanye West scatenato contro il dominio delle etichette discografiche sulla musica black americana: “Loro sono le navi schiaviste, ma io sono Mosè”

In una sequenza di durissimi messaggi social esposti ai suoi fan, Kanye West ha quindi ricordato le responsabilità delle major USA nell’essersi arricchite grazie alla musica e la cultura afroamericana; un mondo che, a sentire il cantante, non starebbe ancora godendo appieno dei frutti di tale successo, monopolizzato dalle grandi etichette. La sua battaglia per riconquistare i diritti sarebbe dunque quella di un attivista anti-schiavista, come testimonia l’incauto paragone di se stesso con l’eroe nazionale Nathaniel Turner. “Io sono al servizio di Dio”, ha tuonato West via social. “Dovremo guarire il mondo. Io sono Nat Turner, e sto combattendo in nome di tutti noi”.

Un paragone forte, quello tra major e schiavisti, sul quale però Kanye West non arretra. Al discusso messaggio ne è infatti seguito un altro, in cui il rapper ha allargato la questione al mondo sportivo. “Voglio vedere i contratti di tutti quanti con Universal e Sony“, ha spiegato. “Sono stanco di vedere la mia gente ridotta in schiavitù. Per loro sto mettendo in gioco la mia vita. L’industria musicale e l’NBA sono oggi l’equivalente delle navi che una volta deportavano gli schiavi“. Una sfuriata che si conclude con una presa di responsabilità a dir poco importante: “Io sono il nuovo Mosè“.

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