Discoteche chiuse, la rabbia di Bob Sinclair: “Un disastro per il nostro stile di vita”

Se i concerti all’aperto, con tutte le restrizioni di pubblico e i controlli del caso, stanno assicurando una minima copertura all’attività dei musicisti e dei cantanti, per gente come il dj-superstar Bob Sinclair si prospettano tempi duri. Come era in fondo prevedibile, le discoteche non possono garantire quel tipo di monitoraggio proprio dei live all’aperto; anche per questo, in Italia come nel resto del mondo, i club e i locali di questo genere sono rimasti per lo più chiusi, o comunque impossibilitati a garantire la propria attività. Una situazione dalla conseguenze economiche e artistiche disastrose a lungo termine, come ha spiegato il produttore francese a Repubblica.

Lo sfogo di Bob Sinclair sull’ennesima chiusura di club e discoteche per emergenza sanitaria: “Ballare è la chiave per una vita felice, non possono togliercelo”

Non è solo questione di soldi per Bob Sinclair, ma anche di rimettere in discussione il senso stesso della discoteca e del clubbing. “Il distanziamento sociale è l’esatto opposto di ciò che vorrebbe dire stare insieme“, si sfoga il dj al quotidiano italiano, commentando le misure del nostro paese e del resto d’Europa. “Come puoi chiedere a chi balla di mantenere distanza dagli amici? La mia unica regola sarebbe di godersi l’attimo, non ho un consiglio migliore da dare”.

Ora il problema diventa però la mera sopravvivenza, come ha spiegato Bob Sinclair riferendosi agli esercenti come agli artisti attivi in questo tipo di ambiente. Il rischio sarebbe quello di portare ad un ridimensionamento delle attività collettive e comunitarie. “Sarà un disastro non solo per l’economia, ma proprio per lo stile di vita di ognuno“, prosegue il produttore. “La possibilità di poter ballare su della musica insieme agli amici è una delle chiavi per vivere una vita felice. E il nostro umore è già al minimo. Non è proprio il caso di togliere alla gente la possibilità di ballare“.

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