Vasco Rossi ammette: “Le mie prime canzoni facevano schifo, la gente scappava”

Non è certo il tipo da tirarsi indietro, anche e sopratutto quando si tratta di autocritica, Vasco Rossi. Attraverso il suo attivissimo account Instagram, il cantante e rockstar ha spesso nel corso degli scorsi mesi avviato una sorta di dialogo con il proprio pubblico in merito alla propria storia, le origini e i grandi momenti della sua carriera; spesso con occhio critico, scherzando e rivelando retroscena inaspettati. In occasione dell’imminente ristampa di Colpa di Alfredo, il musicista di Zocca è ancora una volta tornato alla memoria ai suoi primi anni. Non senza una certa autoironia.

“Dicevano scappa scappa, che arriva Vasco. Ma forse sono migliorato…” Vasco Rossi ricorda i suoi primi anni e le prime delusioni

Ai tempi avevo sempre la chitarra in mano“, racconta oggi Vasco Rossi sui social, ricordando quei primi, acerbi anni ’70. “Suonavo Lucio Battisti in continuazione. Ogni tanto costringevo i miei amici ad ascoltare qualche nuova composizione mia… Che però non suscitavano molto entusiasmo. Non erano un granché. Una situazione tale che a Zocca divenne una sorta di tormentone: “Era nata la battuta ‘scappa che arriva Vasco con la chitarra’“, ricorda lui. “Tutti sapevano che li avrei costretti ad ascoltare i miei esperimenti“.

Con il tempo, la bravura è arrivata, non senza lo studio e il sacrificio, a cui Vasco Rossi sembra credere ben più che al talento. “Scrivere canzoni è come dipingere quadri“, spiega ancora nel post. “Prima di diventare bravo devi imparare a dominare il pennello, dosare i colori e perfezionare i tratti. I miei primi brani facevano schifo, appunto perché erano esperimenti“. Senza rancore dunque: “Ovvio che i miei amici volessero scappare. Ma poi sono migliorato un po’, almeno credo“.

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