Lucio Battisti, la confessione di Mogol: “Le sue prime canzoni? Non un granché…”

La collaborazione tra Mogol e Lucio Battisti fu in un certo senso il colpo di fulmine che battezzò la carriera di entrambi; il rapporto tra il paroliere e il cantante contribuì a lanciare la carriera di quest’ultimo alla fine degli anni ’60, con un successo capace di stravolgere completamente ogni tipo di previsione in merito. In pochi sanno però che quella storica partnership ebbe inizio in un clima di comprensibile diffidenza; in primis da parte di Mogol stesso, ai tempi già affermato e piuttosto diffidente nelle doti della futura star.

“Me lo presentò un’amica, ma francamente le sue canzoni non erano un granché…” Mogol ricorda il suo primo incontro con Lucio Battisti, e la prima impressione che gli fece

Intervistato da Il Corriere della Sera, Mogol ha dunque rievocato il suo primo incontro con Lucio Battisti, rivelando allo stesso tempo i comprensibili dubbi che hai tempi nutriva nelle sue doti di autore. “Una mia amica parigina che si occupava di produzione musicale stava cercando un cantante italiano da promuovere in Francia“, spiega oggi il paroliere, ora 83enne. “Me lo portò in casa, e mi fece ascoltare le sue canzoni. Queste non erano certo un granché, e io glielo dissi chiaramente a questo ragazzo“.

Il ragazzo era ovviamente Lucio Battisti, che pure non prese a male le critiche del paroliere, ai tempi ovviamente ben più preparato di lui sull’argomento. “Quando glielo dissi mi rispose che era d’accordo, con un sorriso luminoso“, il ricordo di Mogol. “Non ci rimase male, a differenza della mia amica. Per metterci una pezza invitai Lucio a venirmi a trovare, in modo da lavorare a qualcosa assieme“. Fu l’inizio della discografia dell coppia, che arrivò alla pubblicazione con uno storico brano del 1966: “Dal nostro primo incontro nacquero tre canzoni, e una di questa era proprio 29 Settembre“.

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