Ultimo torna sulla delusione di Sanremo: “La voglia di riscatto non mi passerà mai”

Sono passati quasi due mesi, ma Ultimo ancora fatica a scrollarsi di dosso l’immagine lasciatagli da Sanremo 2019. In quell’occasione, come noto, il cantante romano era sicuro di avere la vittoria in tasca, a furor di popolo. Eppure, il voto della stampa ribaltò la decisione popolare, assegnando la vittoria del festival a Mahmood. Ultimo non la prese bene, e si lasciò andare ad uno sfogo in conferenza stampa dai toni rivedibili, da molti accusato di venature fasciste e omofobe. Ora, il giovanissimo cantatutore si appresta a debuttare allo Stadio Olimpico di Roma, forse la più importante cornice per un musicista italiano. E ha tutta la necessità del mondo di  scrollarsi di dosso una simile reputazione.

L’infanzia, le delusioni e i problemi comportamentali: Ultimo racconta la sfuriata di Sanremo e il sogno Olimpico

Come raccontato alle pagine di  Vanity Fair, Ultimo sembra a questo punto deciso a superare l’immagine di “coatto” che in molti sembrano avergli cucito addosso. Un’immagine che si porta dietro da tanto, e che lui stesso attribuirebbe a problemi caratteriali difficilmente risolvibili. “A Sanremo ho agito di istinto, e agire di istinto è sempre pericoloso“, ha spiegato il musicista. “Il mio carattere è schietto e incontrollabile, ma sto lavorando per migliorare“. Il racconto si fa psicanalitico, ricordando le terapiste che già da bambino avevano provato a “raddrizzarlo”: “Speravano fin da piccolo che qualcuno potesse guarirmi da questa mia inadeguatezza. Prediche e dita puntate. Ma esiste davvero un modo giusto per vivere?”

La rabbia per Sanremo nascerebbe da lì, da quell’eterno senso di accerchiamento che Ultimo si porterebbe dietro fin da ragazzino. Ora si appresta a riempire l’Olimpico di Roma, ma nonostante ciò quella sensazione fatica a svanire, e forse non se ne andrà mai. “Sono cresciuto con un’ambizione di riscatto che non se ne andrà mai“, spiega il cantante. “Persino riempire l’Olimpico non mi basterà“.

Ultimo racconta i suoi idoli: “Non sarei chi sono senza Venditti”

Archiviato Sanremo e tutto ciò che ha portato con sé, Ultimo ha una nuova passione, o almeno così sembra: la canzone tradizionale romanesca. Dopo la sua già nota versione di Fateme Cantà, il cantante romano ha allacciato rapporti stretti con una leggenda del genere: quell’Antonello Venditti già apparso nel videoclip dello stesso pezzo. Un’autentica collaborazione su più fronti quella tra lo storico musicista e la giovane scena cantautorale italiana (nelle stesse ore, Venditti appariva sul palco insieme ad Ermal Meta), al punto ce Ultimo non ha esitato a definire “una persona generosa, ricca di consigli“. In un’intervista a Tv Sorrisi e Canzoni, il giovane cantante ha discusso proprio il ruolo di Venditti nella sua recente maturazione a cantante popolare: “Senza la musica di Antonello Venditti, e di quel cantautorato romano che rappresenta, io non sarei quello che sono oggi“.

Nel corso dell’intervista, Ultimo ha anche discusso la propria immagine pubblica, ora inevitabilmente legata alla “scenata” sanremese. “Ho sempre immaginato che tutti ce l’avessero con me“, racconta. “Ho sempre dato la colpa agli altri, inventandomi favole, pur di non incolpare me stesso“. Da qui “Colpa delle Favole”, l’ultimo album del giovane, ora in uscita. Una sensazione, questa di accerchiamento, che Ultimo sta provando a lasciarsi alle spalle. Nonostante le difficoltà caratteriali. “Lo sfogo dopo Sanremo non è stato premeditato“, ha chiarito il cantante. “Quando capitano certe cose, finisco per reagire in maniera particolare. Ma prometto che mi saprò farmi perdonare“.

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