“La nostra Genova? Una città che guarda avanti”. Gli Ex-Otago presentano il nuoco CD e si preparano per il tour

Più che un appuntamento promozionale classico, è una sorta di momento di festa completo per incontrare e abbracciare i fan in giro per l’Italia. Non il consueto firmacopie ma un’esperienza immersiva con tanto di degustazione di un drink tipico genovese, una breve performance live e la proiezione del film documentario sulla loro storia, dal titolo “Siamo come Genova”. Sono ancora in giro per lo Stivale gli Ex-Otago, la band indie pop che ha recentemente partecipato con successo allo scorso Festival di Sanremo con il brano “Solo una canzone”. Prendere parte a uno di questi incontri significa avere la possibilità di un contatto diretto con i cinque musicisti di Genova, vederli scherzare tra loro e con i fan, e magari farsi anche offrire (direttamente dalle loro mani) un bicchierino di Corochinato. E’ proprio questo vino aromatizzato alle erbe (che nei baretti del capoluogo ligure viene comunemente chiamato “asinello”, per l’immagine dipinta sull’etichetta della bottiglia) ad aver ispirato il titolo del loro più recente album (uscito lo scorso 8 febbraio), che con passione, e una buona dose di divertimento, i musicisti capitanati da Maurizio Carucci continueranno a promuovere fino al 20 febbraio (il tour è iniziato l’11, subito dopo Sanremo).

Li incontriamo al Cinema Tibur di Roma, subito dopo il bagno di folla con i fan che si sono fatti firmare le copie del CD e si sono fatti la foto con loro. Sono visibilmente stanchi, ma sorridenti e felici di portare avanti il loro progetto musicale, nato nella loro città nel 2002. Da allora sono passati 17 anni, 6 album (incluso l’ultimo), centinaia di concerti, collaborazioni con artisti italiani e stranieri. Ma l’entusiasmo che esprimono, e la grinta che dimostrano, sono quelli degli inizi. Con più consapevolezza e gratitudine, ma anche con un senso pratico e un attaccamento alla realtà che sono davvero ammirevoli. Non è un caso che ciascuno di loro (il leader Maurizio Carucci, il chitarrista Simone Bertuccini, il batterista Rachid Bouchabla, il bassista Francesco Bacci e il tastierista Olmo Martellacci) faccia anche un’altra professione, benchè sia chiaro che la loro vera passione è la musica.

Dopo il successo a Sanremo, gli Ex-Otago promuovono l’album “Corochinato” e si preparano al tour

Al Tibur (multisala del quartiere universitario San Lorenzo, nel pieno centro di Roma), in una sala gremita e festante, camminano tra le poltroncine muniti di bottiglie di Corochinato che versano in bicchierini di plastica da loro stessi forniti. “Ha un gusto molto particolare, da noi è da sempre l’aperitivo del dopolavoro, delle persone comuni” spiegano conversando amabilmente con gli spettatori, sempre pronti ad approfondire eventuali curiosità su quello strano drink. “Il corochinato è un po’ simile alla nostra musica, è semplice, per tutti, parla della gente come noi che viene dalla periferia e che in ogni cosa che fa ci mette dentro sempre un po’ di Genova, inevitabilmente”.

 

 

E inevitabilmente il loro CD (dieci tracce tra cui la hit sanremese e le canzoni “Bambini”, “Questa notte” e “Tutto bene”) ha lo stesso titolo, appunto: si tratta di un lavoro dalle sonorità variegate, che ripesca molto negli anni ‘90, e che dice tante cose della fase artistica che la band sta vivendo.
“Corochinato” è un album importante per noi. Arriva dopo il successo di “Marassi” (l’album del 2016, ndr) ed è la dimostrazione che nonostante gli anni passino, abbiamo ancora tante cose da dire! Anche per questo la nostra partecipazione al Festival di Sanremo è stata una grande soddisfazione personale: dopo 15 anni che lavoriamo in questo settore, arrivare su quel palco è stata una grande conquista, una bellissima esperienza che abbiamo vissuto con molta serenità. Siamo andati sul palco dell’Ariston senza pensare alla competizione, focalizzandoci solamente su fare quello che meglio ci piace e sappiamo fare, cioè cantare. Del nostro 13esimo posto siamo super soddisfatti e la partecipazione al Festival per noi più che essere un punto di inizio, rappresenta un riconoscimento. Facciamo questo mestiere da 15 anni, ed arrivare dopo tutto questo tempo alla kermesse musicale più importante d’Italia ha dimostrato a noi stessi in primis che abbiamo ancora qualcosa da dire.

Ex-Otago: “Sanremo? Abbiamo trovato grande serenità, affetto e tanti amici”

Per gli Ex-Otago Sanremo era una prima volta, un debutto che, assicurano, gli rimarrà nel cuore.
Ci resterà il ricordo di una Sanremo piena di serenità e affetto, dove si è tutti amici. Non pensavamo fosse possibile, perché comunque la tensione quanto si è lì è tanta e temevamo che questo potesse rovinare un po’ l’esperienza in generale, invece è stato tutto veramente bello”.

Bello sicuramente anche conoscere artisti e musicisti nuovi, poter aumentare la propria popolarità e incontrare tanti amici e colleghi.
Tra i nostri artisti preferiti, quelli ai quali siamo più legati sono sicuramente Motta, gli Zen Circus e chiaramente Jack Savoretti, con il quale abbiamo fatto il duetto per “Solo una canzone”. Ci ha fatto molto piacere rivedere tutti al Festival. Che ci sia venuta qualche idea di possibile collaborazione? Chissà…”

Per ora i cinque ragazzi di Genova si concentrano sul lancio di “Corochinato”, si godono il momento di esposizione pubblica e mediatica, e si preparano per il “Cosa fai questa notte? Tour” che partirà a fine marzo.
Siamo prontissimi, non vediamo l’ora! Stiamo lavorando per creare uno spettacolo che vada oltre a quello che è il solito concerto, che possa far vivere allo spettatore una vera e propria esperienza e che lo cali a pieno nel nostro mondo. Sarà un po’ come essere alla serata di Capodanno, con lotteria, mutande rosse… insomma una grande festa e tanto divertimento in stile Otago. La parte live è la cosa che ci piace di più ed appartiene al meglio al nostro lavoro: vedere il pubblico che canta, balla e si diverte con noi ci rende davvero felici. Per ora le date sono otto, iniziamo a Torino il prossimo 30 marzo, per proseguire con Firenze, Padova, Milano, Senigallia, Bologna, Roma e Bari”.

La dimensione live è quella che dà loro più soddisfazione, quella in cui si sentono più a proprio agio; di concerti in 15 anni di carriera ne hanno fatti già tanti, sognano di continuare a suonare dal vivo per molti anni a venire, e magari di essere il gruppo spalla di qualche band internazionale.
Un concerto di una super band internazionale lo abbiamo già aperto, i Radiohead a giugno del 2017 all’autodromo di Monza ed è stata una esperienza incredibile! I Porches, Cibo Matto e i Morcheeba ci hanno ispirato molto nelle sonorità del nuovo disco. Aprire i loro concerti sarebbe un sogno!”

 

Ex-Otago: “Dopo i Radiohead? Ci piacerebbe aprire i concerti di Morcheeba, Porches e Cibo Matto”

Dal 18 al 20 febbraio nei cinema sarà anche possibile vedere “Ex-Otago, siamo come Genova“, il film documentario diretto da Paolo Santamaria che ripercorre la loro storia degli ultimi anni. Ma cosa significa “essere come Genova?”
“Essere come Genova significa tante cose. Come diciamo spesso Genova è una città unica, che porta segni, grandi cicatrici sia nel bene che nel male e ovunque vai te la porti sempre dietro. La Genova che vogliamo raccontare non è né solo quella della tragedia del ponte Morandi, né quella dei vicoli di De André, è una città che è consapevole delle proprie ferite e della propria tradizione ma che vuole guardare avanti.”

 

 

Inevitabile chiedere a questi ragazzi, genovesi doc, come stiano vivendo il presente della loro città, ancora traumatizzata dal crollo del Ponte Morandi dello scorso 14 agosto.
Noi vogliamo pensare a una Genova che splende e che attualmente sta facendo molto per rimettersi in gioco. E’ una città che crede in quello che fa, mette la luce nelle sue passioni e pensa al presente e al futuro. E per questo anche al festival noi l’abbiamo voluta raccontare così. Per quanto riguarda la tragedia del ponte, a noi ovviamente ha colpito molto nel profondo e abbiamo fatto tante cose per aiutare e ricordare la nostra città. Dal concerto di novembre al RDS Stadium per aiutare gli sfollati, al cuore cucito su tutte le nostre giacche più quella di Jack Savoretti nella serata dei duetti a Sanremo, utilizzato in maniera simbolica per celebrare il primo giorno di demolizione del ponte.”

E’ venuto il momento di vedere insieme il film documentario, realizzato tra le vie della città, nei luoghi più familiari alla band e in fase di registrazione. Ma prima di dare il via alla proiezione, Olmo e Maurizio propongono un paio di brani in versione acustica (pianola e voce), per la gioia degli spettatori che cantano con loro: si tratta di “Questa notte” e “Solo una canzone”. Applausi, saluti, buio in sala. Parte “Siamo come Genova”. Silenzio, si ascolta!

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