Federico Zampaglione: “Sono felice di partire per il tour con un’orchestra, tante sorprese nei nostri concerti” [ESCLUSIVA]

“Aspettatevi diverse sorprese, qua e là arriveranno sul palco insieme a noi diversi amici, compatibilmente con le tournée che ciascuno di noi porta avanti. Sarò bello suonare dal vivo con questi grandi artisti, che oltre ad essere dei colleghi sono cari amici, persone con le quali si ha il piacere di dividere questo mestiere”.

Federico Zampaglione commenta così la partenza del nuovo tour dei Tiromancino, che da sabato 19 gennaio debutteranno con una serie di concerti teatrali legati al loro recente album (il dodicesimo) intitolato “Fino a qui”. Si parte dal Pala Riviera di San Benedetto del Tronto con la data zero (già sold out) di una tournée in cui per la prima volta Zampaglione e la sua band saranno accompagnati dall’Ensemble Symphony Orchestra. Si tratta di una delle orchestre più conosciute nel panorama artistico nazionale che vanta anche la collaborazione con numerosi artisti di fama internazionale (Sting, Kylie Monogue, Robbie Williams, Sam Smith, Luis Bacalov e molti altri) ed è diretta dal Maestro Giacomo Loprieno.

“Nei nostri album abbiamo spesso fatto uso dell’orchestra perché ci ha sempre attratto molto; la maggior parte dei nostri brani storici prevede un accompagnamento di tipo orchestrale (ne sono un esempio “La descrizione di un attimo”, “Due destini”, ma anche gli ultimi pezzi come “Noi casomai” o “Sale, amore e vento”). L’utilizzo di un’orchestra dal vivo è ben più complesso, prevede dei costi notevoli e soprattutto tanto lavoro, ma era il momento giusto per farlo. Questo nuovo album è molto importante perché racchiude tanti anni di carriera, quindi era arrivato il momento di portare l’orchestra con noi”.

 

Tanti anni di carriera, trenta per la precisione se consideriamo che Zampaglione fondò i Tiromancino nel 1989. Da allora sono stati pubblicati dodici album (il più recente “Fino a qui” è uscito lo scorso 28 settembre su etichetta Sony Music Italy), la band non ha mai avuto una composizione fissa (Zampaglione è l’unica presenza costante e stabile) e ha prodotto dischi che si contraddistinguono per la commistione tra forma canzone e ricerca di sonorità non convenzionali.

“Abbiamo fatto tanto lavoro in questi anni, e prodotto canzoni che sono durate nel tempo e ci hanno permesso di andare avanti anche con il cambiare delle generazioni e delle mode” dichiara orgoglioso Zampaglione. “Una delle nostre più grandi soddisfazioni è proprio questa, che i nostri brani siano ancora trasmessi nelle radio, siano amati dal pubblico che continua ad ascoltarli, nonostante il pubblico stesso sia cambiato e si sia evoluto. L’investimento che abbiamo fatto sulle canzoni ha pagato alla fine, non abbiamo mai voluto fare brani “usa e getta” o tormentoni estivi; abbiamo puntato su pezzi che avessero una chance di resistere al tempo. Questa per noi è stata sempre una conditio sine qua non per pubblicare i nostri lavori”.

Federico Zampaglione, da sabato 19 gennaio in tour con i Tiromancino

Da “Due destini” del 2001 a “La descrizione di un attimo” dello stesso anno, da “Per me è importante” del 2002 a “Un tempo piccolo” del 2005, da “Il rubacuori” del 2008 a “Piccoli miracoli” del 2016. Mantenere la propria coerenza e identità musicale non è stato banale per Zampaglione e soci, che non si sono mai arresi alle mode del momento.

“È stato un sacrificio non da poco. Ovviamente è molto più facile andare a toccare il genere che va per la maggiore in un certo momento, come lo sono stati ad esempio il raggaeton o altri generi che si sono succeduti negli anni. Gli artisti che hanno fatto quelle scelte hanno avuto magari dei risultati più grandi in termini numerici, perché chiaramente hanno sfruttato un sound di moda, una tendenza del momento: basta usare quel ritmo con un testo carino per riuscire ad accumulare grandi risultati. E’ ovvio che rinunciare sempre a quella possibilità ha comportato anche sacrifici, perché andare avanti con la qualità senza ricorrere a quegli stratagemmi lì per lì non ti dà gli stessi risultati. Alla lunga però ci si accorge che spesso quelle canzoni non ci sono più, quegli artisti sono spariti, mentre i nostri brani continuano ad avere vita, e ne hanno una anche più importante rispetto a quella originaria. Questa è un’idea che ho sempre avuto in testa: la musica che mi è sempre piaciuta è quella fatta da personaggi che hanno costruito un repertorio che è migliorato con il tempo, che non è andato a svanire; mi sono sempre imposto di lavorare così, e oggi mi rendo conto che la mia è stata una scelta giusta”.

 

Il nuovo album “Fino a qui” è una raccolta che contiene quattro canzoni nuove (tra cui “Noi casomai” e “Sale, amore e vento”) insieme a dodici brani del repertorio classico dei Tiromancino, riarrangiati e riproposti insieme a grandi artisti italiani (da Elisa a Luca Carboni, da Jovanotti a Giuliano Sangiorgi, da Alessandra Amoroso a Calcutta). Quando guarda al futuro, Federico Zampaglione è ben conscio della strada fatta sinora e convinto del suo approccio a ciò che verrà.

“Penso di aver sempre mantenuto l’approccio che avevo all’inizio della mia carriera, e lo manterrò finché farò questo lavoro. Cerco di fare lavori che piacciano prima di tutto a me stesso, che non siano compromessi oppure cose fatte per piacere a tutti i costi. In futuro userò molto di più la chitarra nei miei brani, questo si sente già nel nuovo album “Fino a qui”, dove sono io stesso a suonarla. La verità è che nasco come chitarrista, anche se poi ho dovuto metter un po’ da parte questa passione alla ricerca della composizione e della scrittura (cosa che che mi ha tenuto in secondo piano come strumentista). Per quanto riguarda il futuro, nella vita ho imparato a non pianificare troppo, a lasciarmi sorprendere dagli eventi e a cavalcare il presente, a non lasciarmi influenzare dalle cose troppo progettate. Credo nell’ispirazione, nel fatto di non avere paura di raccontare certi stati d’animo e certe cose che succedono nel bene e nel male; non utilizzo troppi filtri quando scrivo, racconto un po’ la mia vita, i miei sentimenti come sono. Alla fine andrò avanti così, è troppo tardi per cambiare”.

Zampaglione: “Nel futuro dei Tiromancino si sentirà di più la chitarra”

Musicista, cantante, autore di testi (per sé stesso ma anche per artisti come Eros Ramazzotti, Michele Bravi, Alessandra Amoroso) regista di video clip e lungometraggi (da “Nero bifamiliare” a “Shadow” fino a “Tulpa”), autore insieme a Giacomo Gensini del romanzo “Dove tutto è a metà”, Zampaglione di sente appagato e soddisfatto di tutte le sue attività.

“Le cose che faccio sono già tante, per me è molto importante avere il tempo per fare il papà (sua figlia Linda ha nove anni ed è nata dalla relazione con l’attrice Claudia Gerini, ndr). E’ fondamentale trovare il tempo per mia figlia. Linda ha grandi capacità vocali, è impressionante il suo senso del ritmo, è bravissima (Linda ha un piccolo cameo nel nuovo disco del padre, ndr). Io non la spingo, vediamo cosa succederà ma confesso che mi piacerebbe che intraprendesse una carriera nel mondo della musica”.

Quanto ai suoi personali gusti musicali, Federico Zampaglione non ha dubbi su chi vorrebbe vedere in concerto quest’anno.

“Vorrei vedere Salmo: l’ho visto in concerto un paio d’anni fa e mi è piaciuto molto, ma ora voglio rivederlo alle prese con il nuovo disco e la band. Tra gli stranieri mi piacerebbe rivedere i Radiohead, che ho visto diversi anni fa: loro mi piacciono perché sono in continuo movimento”.

Di seguito le date del tour “Fino a qui”:

sabato 19 gennaio – Pala Riviera di SAN BENEDETTO DEL TRONTO (data zero);

lunedì 21 gennaio – Teatro Verdi di FIRENZE;

sabato 26 gennaio Teatro Manzoni di BOLOGNA – ospite LUCA CARBONI;

domenica 27 gennaio – Teatro Colosseo di TORINO;

lunedì 28 gennaio – Teatro Civico di LA SPEZIA;

giovedì 31 gennaio – Teatro Augusteo di NAPOLI;

domenica 3 febbraio – Teatro Arcimboldi di MILANO;

lunedì 14 febbraio – Teatro Nuovo di MARTINA FRANCA (TA);

lunedì 1 luglio – Cavea Auditorium Parco della Musica di ROMA.

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