Moro attacca: “Certi cantautori romani scrivono poesie dalla villa del papà!”

Fabrizio Moro, che sabato 16 giugno canterà allo Stadio Olimpico di Roma, ha concesso un’intervista in cui polemizza con alcuni suoi colleghi. Ecco le sue parole…

Il prossimo sabato 16 giugno terrà un concerto allo Stadio Olimpico di Roma ma Fabrizio Moro, nel corso di un’intervista concessa a ‘Vanity Fair’, si toglie qualche sassolino dalle scarpe: “Tutto il tempo che ho perso, gli errori che ho fatto, le zappate sui piedi che mi sono preso e dato da solo mi hanno reso quello che sono oggi. Ma è vero anche che, in mezzo, ci sono stati anni in cui ero sempre incaz*ato. Io sono troppo sincero. Istintivo. Adesso prima di dire qualcosa ci penso. Ma fino a qualche anno fa, che fossi sul palco di Sanremo, di un congresso politico o dell’Eurovision, mi portavo dietro la rabbia del marciapiede. Il problema è che, quando sei incaz*ato, ti capiscono solo quelli incaz*ati come te. A lungo, sul palco, ho fatto i convegni politici. Ce l’avevo con il presidente della Repubblica, con il primo ministro. Ho scritto canzoni che non potevano essere mandate in radio, per anni non ho messo piede in tv”.

E ancora: “Nessuno mi dava retta. Quando non riesci a esprimerti diventi un frustrato e i frustrati rovinano il mondo. Diciamo, però, anche un’altra cosa: parecchi miei colleghi cantautori romani che scrivono solo testi pieni di poesia compongono nella villa al mare ereditata dal papà, coi tappeti persiani e i camerieri coi guanti bianchi. Col sistema è normale che non ce l’abbiano, loro. Io sono ancora arrabbiato ma mi sono disinnamorato della politica. Perché ho capito di non poter cambiare nulla, non siamo più negli anni Sessanta. E sono diventato una persona più equilibrata. Grazie all’amore delle persone che hanno creduto in me e dei miei figli. Mi hanno aiutato a mettere a fuoco tante cose”.

Tra palco e tv, Fabrizio Moro prosegue: “Io sono un musicista e voglio stare sul palco. C’è da suonare all’Olimpico? Vado. In un campeggio? Vado pure lì. Della tv non me ne frega niente, mi serve per poter fare concerti. Se vendo pochi dischi mi dispiace, ovvio, ma se la gente non viene a vedermi dal vivo mi metto a piangere. Però sono un tipo ostinato: non smetterò mai di portare la mia musica ovunque. È il mio obiettivo da sempre perché credo nel messaggio che porto”.

Photo credits: Facebook

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