Vasco Rossi, caos biglietti al concerto a Padova: fan respinti all’ingresso

Caos biglietti al concerto di Vasco Rossi che si è tenuto allo Stadio Euganeo di Padova mercoledì 6 giugno: diversi fan sono stati respinti all’ingresso perché in possesso di biglietti falsi. La Guardia di Finanza ha fatto sapere che sono stati individuati e verbalizzati 66 biglietti acquistati da siti internet non autorizzati e dunque non validi per l’evento. Gli agenti hanno identificato le persone truffate e raccolto le loro denunce, poi hanno riaccompagnato i malcapitati fuori dai cancelli dell’impianto. Alle 21, 17 Vasco Rossi è salito sul palco. La scaletta del concerto ha preso il via con la canzone ‘Cosa succede in città’. Ecco il racconto della serata…

Caos e polemiche al concerto di Vasco Rossi allo Stadio Euganeo di Padova di mercoledì 6 giugno: come riporta ‘PadovaOggi’, diverse persone hanno riferito di essere state bloccate perché in possesso di ticket non validi per la visione dell’evento. Sul posto sono giunti gli agenti per ascoltare le lamentele delle persone respinte all’ingresso.

Secondo i dati successivamente forniti dalla Guardia di Finanza al termine dei controlli, sono stati individuati e verbalizzati 66 biglietti acquistati da siti internet non autorizzati e dunque non validi per l’evento. Gli agenti hanno provveduto all’identificazione delle persone truffate e hanno raccolto le denunce, per poi riaccompagnare i malcapitati fuori dai cancelli dell’impianto.

Poco dopo le 21, alle 21,17, Vasco Rossi (in giacca in pelle e argentata e cappello d’ordinanza) è salito sul palco dell’Euganeo di Padova davanti a 43,500 spettatori per la prima di due date da tutto esaurito. Ad aprire le due ore e mezza di show ininterrotto sul maxi palco allestito con schermi, luci, sorgenti laser e punti-fiamma è stata la canzone Cosa succede in città. Dopo il grande classico, spazio a tutti gli altri successi in scaletta fino agli immancabili classici come Vivere, Sally, Siamo solo noi, Vita spericolata, Canzone e Albachiara

Photo credits: Facebook

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