Chiara Dello Iacovo: “The Voice? Un trauma. Ora canto la mia mutevolezza” [ESCLUSIVA]

Abbiamo intervistato in esclusiva Chiara Dello Iacovo, che lo scorso venerdì 18 maggio ha presentato il suo ultimo singolo, intitolato ‘Nessuno sposta i piedi’. Il brano anticipa l’uscita del nuovo disco della cantautrice, prevista in autunno.

Da venerdì 18 maggio è in radio e disponibile in digital download Nessuno sposta i piedi (Ph.D. Music Management/MeatBeat), il nuovo singolo di Chiara Dello Iacovo (The Voice of Italy 2015; Premio Sala Stampa Lucio Dalla, Premio ASSOMUSICA Miglior Interpretazione e secondo posto tra le Nuove Proposte al 66° Festival di Sanremo) che anticipa l’uscita del nuovo disco della cantautrice in autunno. Di questo e molto altro abbiamo parlato proprio con Chiara Dello Iacovo in questa intervista esclusiva.

– Ciao Chiara, partiamo proprio da ‘Nessuno sposta i piedi’, il nuovo singolo che si presenta come “spontaneo, arrabbiato, insolente e polemico”. Come mai questa scelta di ‘rottura’?

“La scelta di questo singolo dà il senso di questo disco, che sa di rottura. È un percorso verso il lato un po’ più oscuro, il singolo ne rappresenta la presa di coscienza. Ora stiamo aspettando che esca il videoclip della canzone, che è una narrazione collaterale decisamente importante, che curo sempre io, in grado di dare una divulgazione più ampia al brano”. 

– Rispetto al singolo precedente, ‘Abitudine’, questa nuova canzone ha sonorità un po’ diverse, basato sulle percussioni ed un cantato al limite del rap. Parlaci un po’ delle differenze di questi due pezzi a livello sonoro…

“Sono due brani molto diversi, ogni canzone del disco lo sarà. Abbiamo lavorato sul tirare fuori l’essenza sonora di ogni brano, piuttosto che sul ricercare una uniformità piatta che in questo momento è molto richiesta sul mercato ma che a me onestamente fa abbastanza schifo. A me interessa molto di più la specificità di ogni brano”.

– Sappiamo che il tuo nuovo album, il secondo, è atteso in autunno. Cos’altro puoi anticiparci? Ci saranno collaborazioni?

“Questo album sarà molto simile al viaggio di Persefone, la dea che, mentre camminava in un prato, è stata rapita da Abe travestito da Narciso. Persefone viene quindi portata nel mondo degli inferi ed è costretta ad affrontare questo mondo ma, una volta uscita, decide di tornarci ogni sei mesi. Ha una circolarità, l’ultima traccia dell’album si lega alla prima, a livello di tematiche e suono. Io penso che questo sia un po’ la vita. Nel nuovo disco non ci saranno collaborazioni”.

– Abbiamo parlato prima della tua anima ribelle esplicitata nel nuovo singolo. Tu hai affrontato in maniera non convenzionale anche il percorso nel talent The Voice of Italy. Che tipo di esperienza è stata per te?

“Se dovessi scegliere un aggettivo per la mia esperienza, sceglierei “traumatica” (ride, n.d.r.). Ma io credo che lo sia per tutti. Non conosco una persona che lo abbia fatto e che mi abbia detto: ‘Sì, è stata un’esperienza formativa, leggera…’ (ride, n.d.r.)”.

– Durante la tua esperienza nel talent hai scritto la canzone ‘Introverso’, che ti ha portato poi sul palco di Sanremo. Anche qua, che tipo di esperienza è stata quella all’Ariston?

“Sono esperienze completamente diverse, traumatiche in modi diversi (ride, n.d.r.). Portare qualcosa scritto da me ha fatto la differenza a Sanremo. A The Voice ho cantato canzoni di altri e per me è stata un po’ una sofferenza, sebbene io ovviamente abbia imparato delle cose. Ho fatto il più possibile per personalizzare le canzoni, l’esperienza di duetto con Simone Cristicchi su ‘Ti Regalerò una rosa’ è stata meravigliosa”.

– A partire dal 2017 hai vissuto un periodo di cambiamenti, con l’addio alla Rusty Records e l’Uscita d’Emergenza Tour, dichiaratamente lontano dalle esigenze del mercato. Come mai questa scelta?

“A me terrorizza il fatto che l’identità tua unica e personale sia semplicemente l’idea che le persone si fanno di te, che è un’idea che si cristallizza in fretta. Io sono di natura estremamente mutabile e per questo volevo che la mia identità fosse il mutamento. Ho voluto imporre al pubblico a me più vicino l’idea che la mia identità risiederà nel cambiare in continuazione, facendo capire di non aspettarsi che io riproponga ogni volta la stessa cosa che dà a loro sicurezza”.

– Sei stata poi protagonista di alcuni opening importanti come quello di Silvestri-Gazzé-Consoli al Collisioni o di Niccolò Fabi. Hai altri eventi in programma per l’estate oppure ti dedicherai alla chiusura dell’album?

“Quelle citate sono state tutte esperienze bellissime. Niccolò, tra l’altro, è stato uno dei primi artisti che ho conosciuto quando ho iniziato a fare questo mestiere. E poi conoscevo i musicisti. Per me sono stati tre giorni di gita scolastica, è stato bello anche a livello umano. Quest’estate ci sarà un sacco di roba da fare per l’autunno, ma abbiamo già in programma qualche data di riscaldamento: il 29 giugno al festival Collisioni a Barolo, il 7 luglio a San Bartolomeo in Liguria e il 27 luglio a Na Cosetta estiva a Roma”.

Photo credits: Ufficio stampa e Facebook

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