Eurovision 2018, tutti i qualificati per la finale e la prima esibizione di Ermal Meta e Fabrizio Moro [VIDEO]

Giovedì 10 maggio 2018 è andata in scena a Lisbona la seconda semifinale dell’Eurovision 2018. Ecco le altre nazioni che sono passate in finale che si aggiungeranno a quelle della prima semifinale. Inoltre si sono esibiti anche Ermal Meta e Fabrizio Moro…

Si sono qualificate alla finale dell’Eurovision Song Contest 2018:

  • Serbia – Sanja Ilic & Balkanika – Nova deca
    Moldavia – DoReDos – My lucky day
    Ungheria – AWS – Vyszlàt nyar
    Ucraina – Melovin – Under the ladder
    Svezia – Benjamin Ingrosso – Dance you off
    Australia – Jessica Mauboy – We got love
    Norvegia – Alexander Rybak – That’s how you write a song
    Danimarca – Rasmussen – Higher ground
    Slovenia – Lea Sirk – Hvala, né!
    Paesi Bassi – Waylon – Outlaw in’em

A questi si aggiungono i già selezionati:

  • Albania – Eugent Bushpepa – Mall
    Austria – Cesar Sampson – Nobody but you
    Bulgaria – Equinox – Bones
    Cipro – Eleni Foureira – Fuego
    Estonia – Elina Nechayeva – La forza
    Irlanda – Ryan O’Shaughnessy – Together
    Finlandia – Saara Aalto – Monsters
    Repubblica Ceca – Mikolas Josef – Lie to me
    Israele – Netta – Toy
    Lituania – Ieva Zasimauskaite – When we’re old

E a cui si aggiungono le Big Five più il Paese ospitante: Amaia e Alfred con Tu Cancion per la Spagna, Claudia Pascoal con O Jardim per il Portogallo, SuRie con Storm per il Regno Unito, i Madame Monsieur con Mercy per la Francia, Michael Schulte con You left me walk alone per la Germania e ovviamente Ermal Meta e Fabrizio Moro con Non mi avete fatto niente per l’Italia.

I due si sono esibiti nella seconda semifinale ed il testo è rimasto in italiano: “Più che la responsabilità è la forza di un messaggio – ha dichiarato Meta – in genere si tende a parlare di responsabilità quando si parla di qualcosa che tocca più o meno tutti; io credo che abbiano più responsabilità coloro che fanno del male alla gente; se parliamo di responsabilità comunicativa allora sì. Noi abbiamo cercato di scrivere un messaggio partendo da qualcosa che tutti conoscono. In Italia è andata bene perché il pubblico ci ha premiato, vedremo come andrà in Europa. C’è però da dire una cosa: quando traduci una canzone perdi un po’ di forza; io ho studiato Lingue, interpretariato, e la prima cosa che ci hanno insegnato è tradurre vuol dire tradire“.

Photo Credits Facebook

Commenti