CliPPop, la musica da guardare: L’essenziale, Marco Mengoni

Sarà una questione di rime. Finora il nostro percorso di CliPPop aveva riguardato due volte il solo Claudio Baglioni, con “Stai su” e “Io sono qui”. Adesso è il momento di un cognome col nome simile: a Marco Mengoni auguriamo la grande carriera dell’artista romano e, dopo avervi raccontato a modo nostro la storia di “Credimi ancora“, abbiamo pensato fosse cosa buona e giusta far lo stesso con la perla sanremese, “L’essenziale”. Anche in questo caso è lo spazio più intimo e casalingo ad essere protagonista, con l’ambiente di un appartamento a far da cornice al sognante protagonista. Un lungo corridoio (il dietro le quinte di un’esistenza) sembra quasi un labirinto e il protagonista che scrive e riscrive le pagine di qualcosa che non c’è…

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La prima scena trae in inganno lo spettatore: una coppia in cucina, con il pensiero dell’attore rivolto a qualcuno assente. Un pensiero forte, importante, un rimpianto alto quanto un grattacielo. Che trova difficoltà a toccare il cielo. “..per apprezzare quello che non ho saputo scegliere…”, è questo il verso colorato da una speranza vana, da un desiderio di futuro forse troppo grande per chi si fa prendere dal sentimento della nostalgia

Un Marco Mengoni sempre più inciuffato, con l’aria da fumetto animato (tra Dylan Dog e Lupin) e avvolto da un alone di mistero quando indossa lentamente (e stancamente) il suo paltò prima di intraprendere un nuovo viaggio. L’uscire di casa è anch’esso un moto di stacco dalla routine quotidiana: si esce e si scappa per riordinare le idee. Un uomo in cerca e alla ricerca di altro da sè. Quel mondo che cade a pezzi è metafora della propria vita: “Io compongo nuovi spazi e desideri che appartengono anche a te…“. Vivere un’esistenza condizionata da un’immensa mancanza, non aver saputo scegliere quando era il momento adatto per scegliere.

Una corsa disperata, per strada, perché l’amore toglie sete e respiro. Una corsa che si fa sempre più rincorsa e trova sosta e risoluzione solo in acqua. La convinzione è tornare alle origini, all’essenziale prima scovato e in seguito perduto. Nel mare si perdono le pagine di una vita povera, ci si lava di ogni macchia, e si affronta un mondo nuovo, fatto di nuovi spazi e desideri che appartengono anche a lei

(foto by kikapress)

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