Michele Bravi, da X Factor a Amici: “Ora vivo la musica senza paura” [ESCLUSIVA]

Abbiamo intervistato in esclusiva Michele Bravi, grande protagonista allo scorso Festival di Sanremo con la canzone ‘Il diario degli errori’ e reduce dalla pubblicazione del disco ‘Anime di carta – Nuove pagine’, repack del suo ultimo album anticipato dal singolo ‘Tanto per cominciare’. Michele Bravi è attualmente impegnato ad Amici di Maria De Filippi in qualità di tutor.

Dalla vittoria ad X Factor nel 2013 all’ingresso nel cast di Amici di Maria De Filippi come tutor; nel mezzo, Youtube, la fortunata esperienza sul palco dell’Ariston allo scorso Festival di Sanremo con la canzone Il diario degli errori e tanti altri brani di successo. Venerdì 24 novembre, Michele Bravi ha pubblicato Anime di carta – Nuove pagine, repack del suo ultimo disco, anticipato dal singolo Tanto per cominciare. Di questo e molto altro abbiamo parlato proprio con Michele Bravi in questa intervista esclusiva.

Partiamo da ‘Anime di Carta – Nuove pagine’. Presentando questo progetto, su Facebook, hai scritto che la musica ti ha “salvato”. Puoi spiegarci meglio questa frase e presentarci le novità di questo progetto?

“Questo è un progetto che parte dal Festival di Sanremo, dove io per la prima volta mi sono messo in gioco nelle vesti di autore sull’italiano e non più sull’inglese. E la storia che raccontavo era proprio la mia! Già prima de Il diario degli errori mi sentivo veramente esposto con queste canzoni. Ci tenevo a chiudere quest’anno con una dimensione live che presentasse anche dei passi in più rispetto al disco Anime di carta e che aprisse nuovi scenari, nuove pagine. Questa è una fine intesa come chiusura di un progetto, ma anche un inizio per cominciare a vivere e cantare la musica senza troppa paura di quello che si dice e di come lo si dice. Sono pezzi molto acidi, molto forti e diretti anche a livello di vocabolario e vorrei continuare a percorrere questa strada”.

Il tour live è terminato da pochi giorni. Come è andato e come è nata la collaborazione Michele Bravi-Federica Abbate, che hai ospitato nei tuoi concerti?

“Io e Fede lavoriamo insieme da più di un anno e ci sono due ragioni per cui lei è venuta in tour con me: la prima è che io credo tantissimo nel suo progetto, perché sono riuscito ad ascoltare anche alcune cose che lei ha ancora nel cassetto e per me è il talento latente più grosso che abbiamo in Italia. Non vedo l’ora che più persone se ne accorgano. Poi, oltre all’aspetto professionale, c’è una grossa amicizia: tutto quello che mi è successo recentemente, dal disco al tour, lo devo per metà a lei, per la sua scrittura e per la sua amicizia. Avevo bisogno della sua amicizia nel tour e poi, senza volermela tirare e senza voler fare il mecenate di nessuno, mi piaceva l’idea di restituire a lei un po’ di ‘luce’ che sono riuscito a prendermi nell’ultimo anno”.

Sabato scorso è iniziata ufficialmente la tua nuova avventura da tutor ad Amici di Maria De Filippi. Come è nata questa idea e come ti stai trovando in questo nuovo ruolo?

“Sta nascendo tutto in maniera molto genuina. Quella di Amici è proprio una scuola, Maria (De Filippi, n.d.r.) ha tenuto a sottolineare a noi e ai ragazzi di parlarci molto. Noi siamo lì per aiutarli e spronarli con degli input. Ci tenevo a incontrare i primi ragazzi perché avevo visto in loro alcune cose che mi incuriosivano e alcune che non capivo. Nei prossimi giorni continuerò a scoprire tutti i ragazzi, mi piacerebbe mettermi a loro disposizione. Sto raccontando molto di me a loro. Io non sono lì a insegnare tecnica vocale o interpretativa o come scrivere le canzoni, il nostro è un dialogo su come poter vivere questa professione. Si tratta di una scoperta che facciamo insieme. La premessa delle mie lezioni è: ‘Ragazzi, tutto quello che vi dico, alla fine della lezione potete accartocciarlo e buttarlo via’. Non è detto che quello che dico è giusto e, del resto, anche io sono cambiato molto rispetto a tre anni fa. Vorrei che anche loro mi dicessero: ‘No, secondo me stai dicendo una cavolata. Per me la musica è questo’. Il nostro è un incontro a metà strada tra giovani che stanno cercando di rendere questa passione una professione”.

Per restare nella parentesi talent, quest’anno sei tornato anche sul palco di X Factor, che avevi vinto nel 2013, per presentare ‘Tanto per cominciare’. Che ritorno è stato per te e come hai trovato i cantanti di questa edizione?

“Sarò sincero: non avendo la tv, riesco a seguire molto poco. Il ritorno è stato strano. Dopo 4 anni ci tenevo a tornare e raccontare qualcosa di diverso. La sfida era questa per me: raccontare la mia evoluzione. Tanto per cominciare è un pezzo manifesto per me e cantarlo su quel palco è stata un’esperienza molto intensa”.

Tu hai avuto un percorso particolare, tra talent show e web. Secondo te come sta cambiando il mondo della musica italiana, soprattutto per quanto riguarda la possibilità che hanno i più giovani di emergere?

“Vorrei saperlo perché sarebbe più facile anche per me (ride, n.d.r.). Da ventiduenne, per me è importante vivere la mia generazione e, quindi, i social. Vederla con facile moralismo, per la serie “Era meglio prima”, è inutile. C’è il male ma ci sono anche tante cose positive, come il fatto che il web unisce persone geograficamente lontane. Per me è importante raccontare il disco ma anche il momento in cui è nato. Non so, sinceramente, se questa sia la chiave giusta. Si tratta di un meccanismo simile a quello che si sta creando a Amici: col web tu hai la possibilità di ascoltare chi ti ascolta. Il percorso di creazione, in questo modo, diventa ancora più intenso”.

Torniamo alla tua musica. Il primo singolo di ‘Anime di carta’ è stato ‘Il diario degli errori’, brano che hai presentato al Festival di Sanremo. Che esperienza è stata? Ci sono programmi per un ritorno a breve su quel palco?

“Durante le interviste a Sanremo, ho sempre tenuto a precisare che il mio diario, sì, era pieno di errori ma anche che quelle scelte sbagliate non erano poi così sbagliate. C’è questo mito che chi esce dal talent deve conquistare tutto e subito. I giovani, invece, hanno bisogno di sbagliare. Per me era importante arrivare lì e rivendicarlo con orgoglio. Mi piaceva anche il fatto che ciascuno potesse ‘attaccare’ sul testo la sua esperienza di vita. Io ringrazierò sempre Carlo Conti perché ha sposato il mio progetto in un momento in cui nessuno se lo aspettava. Quello di Sanremo è forse il palco più importante per la musica pop in Italia. Dire ‘Rifarei Sanremo’ tanto per dirlo mi sembra fine a se stesso. Mi piacerebbe tornarci se avessi un progetto adeguato, come lo era Il diario degli errori. Al momento, creativamente parlando, non ho nulla che sia sufficiente per rispettare quel palco. Mai dire mai, nel tempo poi chi lo sa. Con Il diario degli errori ci ho messo 4 anni ad arrivarci, vedremo… (ride, n.d.r.)”.

Un’ulteriore esperienza che hai avuto modo di provare recentemente è il tuo coinvolgimento nella colonna sonora del film Disney di Natale ‘Coco’. Come è nata l’idea e come ti sei trovato in questo mondo?

“Lavorare con la Disney è sempre stato il mio sogno nel cassetto, mai mi sarei immaginato di fare una colonna sonora di un loro film. Io sono un grande fan del mondo Disney Pixar e questo, secondo me, è uno dei loro film più belli. Per me è stato un grande regalo. Ci ho rivisto dentro tanti momenti ‘miei’. La colonna sonora è di una dolcezza infinita. Poter prestare la mia voce su questo film è stato incredibile”.

‘Amici’ a parte, quali sono i tuoi progetti ora per il medio-lungo termine?

“Non lo so in realtà, è tutto in divenire. Non so neanche se, quanto e come continuerà questa parentesi ad Amici. Io sto chiudendo un periodo di creatività che è stato molto fortunato e luminoso, ora vorrei capire cosa raccontare e come. Per fare questo, sento anche il bisogno di distaccarmi e di vivere la mia vita da ventiduenne”.

Photo credits: Facebook

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