Aspettando Sanremo 2018, intervista a Davide Petrella [ESCLUSIVA]

Velvet Mag ha intervistato Davide Petrella in attesa di vederlo il 15 dicembre 2017 in prima serata su Rai 1 a Sarà Sanremo in diretta da Villa Ormond. L’artista è tra i 16 finalisti (con il brano Non può fare male) che si sfideranno per i 6 posti disponibili per le Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2018 (a cui si aggiungeranno i 2 artisti vincitori di Area Sanremo).

Skyline e Einstein segnano il tuo debutto da solista: come mai hai scelto proprio questi due brani per presentarti nella nuova veste?
In questa nuova avventura da solista volevo divertirmi con le canzoni. Vengo da una band che si chiama Le Strisce e lì avevo delle regole precise che ad un certo punto sono diventate troppo poco per me. Così ho voluto provato a sperimentare cose nuove. Skyline e Einstein sono due canzoni diverse infatti non ci sono chitarre e per me è totalmente nuovo approcciare ad una canzone in maniera elettronica. È una bellissima novità, mi sono divertito a sperimentare questo nuovo mondo.

C’è qualcosa che ti manca della band?
Certo, anche se fondamentalmente per il live di questo disco coinvolgerò alcuni ragazzi della band. Poi c’è lo stesso team di persone che c’era dietro la band, quindi siamo sempre una grande squadra, una grande famiglia. Da solista comunque non sei da solo. È solo cambiato l’approccio alle canzoni.

Sei anche autore per tanti grandi artisti. In particolare com’è nata la collaborazione con Cesare Cremonini?
È iniziato tutto ai tempi di Myspace. Ascoltò una nostra canzone in radio dal titolo Fare il cantante e ci scrisse una mail facendoci i complimenti. Da lì abbiamo iniziato a scambiarci dei messaggi, ci siamo visti, abbiamo anche aperto il suo tour nei palazzetti nel 2012. Come autore per lui ho iniziato per gioco. Mi scrisse per dirmi che aveva un’idea di canzone e di lavorarci su. Era Logico. Abbiamo continuato a collaborare e attualmente in radio c’è Poetica che per me è un vero e proprio capolavoro. In realtà tutto il nuovo album lo è. Credo che il lavoro di autore abbia davvero poche cose in comune con quello di cantante. È tutto diverso perché non ci metto la faccia, non ho vincoli e soprattutto tendo a dare valore alla persona che canta ciò che scrivo.

Per chi altro vorresti scrivere? O magari fare proprio un duetto?
Sicuramente mi piacerebbe per Mina e Celentano. Così almeno non scontento nessuno e arrivo a due super-big della musica. Sarei solo contento di poter scrivere per loro o magari fare proprio un duetto. Vorrei cimentarmi con due grandi artisti come loro.

Sei nei 16 finalisti delle Nuove Proposte di Sanremo. Ma chi temi di più degli altri artisti in gara?
Ci sono belle canzoni, bravi artisti. Sono abbastanza diplomatico e, ti dirò, anche sereno. Il Festival di Sanremo è una vetrina fantastica e lì ci deve andare chi in questo momento è più pronto ed adatto a quel contenitore. Mi piace il brano di Mudimbi, Santiago, Mirkoeilcane, Aprile&Mangiaracina, dai, non voglio scontentare nessuno. Sono 16 belle canzoni.

Vuoi darci qualche anticipazione riguardo il nuovo album?
In realtà è in cantiere da qualche mese e sarà diverso dai lavori precedenti. Ho voluto sperimentare cose nuove, quindi c’è un pezzo house, una canzone piano e voce, c’è parecchia elettronica e molto spazio alle chitarre che in questi tempi vengono messe da parte sbagliando, perché la musica non può diventare tutta uguale.

Photo Credits Ufficio Stampa

Commenti