Ermal Meta e la polemica Asia Argento-Weinstein: “Mi parte la brocca!”

Nel corso di un’intervista concessa a ‘Vanity Fair’, Ermal Meta ha detto la sua sugli attacchi a Asia Argento in merito al ‘caso Weinstein’ e ha poi parlato del suo nuovo album. Ecco le dichiarazioni del cantante…

Ermal Meta ha rilasciato una lunga intervista a ‘Vanity Fair’, di cui vi riportiamo alcuni estratti sugli attacchi a Asia Argento in merito al ‘caso Weinstein’, sul problema alla voce che lo ha costretto ad una pausa nel pieno del tour estivo e sui suoi nuovi progetti musicali e non solo. A proposito di quest’ultimi ha dichiarato: “Sto continuando a scrivere, sono in una fase in cui cerco di parlare e di scrivere soltanto quando ho davvero qualcosa da dire. Se non c’è, preferisco stare zitto altrimenti immetto nel mondo cose delle quali si può fare a meno. E quindi più che di dire cerco di sentire. Raccontando in maniera diretta, non mi piacciono i giri di parole. Scrivere un libro? Confermo, mi piacerebbe scrivere, raccontare storie. Ma non so quando lo farò. Avrei bisogno di prendermi una piccola pausa per scrivere qualcosa di diverso rispetto alla forma musicale. Solo che mi piace così tanto la forma musicale…”.

Sulla pausa dal tour estivo dovuto ad un problema alla voce, ha aggiunto: “Ho dovuto fare una pausa. La mia voce mi ha mandato un segnale di avvertimento, per fortuna non di arresto. Mi sono un po’ preoccupato, sì. Ma è bastato fermarmi per due o tre giorni”.

Poi, Ermal Meta ha detto la sua sugli attacchi a Asia Argento dopo le sue rivelazioni sul ‘caso Weinstein‘: “È imbarazzante. In una realtà in cui una donna denuncia, con un atto di coraggio – perché non è facile raccontare di essere stati violati – un attacco del genere, anche una sola persona che la addita come ‘zoc*ola’ ti fa capire che il processo di educazione e di civilizzazione ha completamente fallito. Non ha senso. Ma come si può attaccare in quel modo? Io lo trovo sconcertante. Denunciare una cosa del genere è un atto di coraggio, ma ce ne vuole ancora di più, con intelligenza, nell’accettare che l’essere umano, l’uomo, sa essere un mostro e, se si è nella stessa categoria, se si è uomini, bisogna accettare che succede, che è così, ma questo non vuol dire che bisogna giustificarlo. Se no che cosa stiamo facendo? Il modo in cui una persona si veste non può essere la discriminante di quello che può o non può succedere, se no in che caz*o di mondo libero viviamo? Per questo, quando sento qualcosa del genere… mi parte la brocca!”.

Photo credits: Facebook 

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