Giovanni Allevi: “In ‘Equilibrium’ vi presento la mia musica squilibrata!” [ESCLUSIVA]

Abbiamo intervistato in esclusiva Giovanni Allevi, compositore contemporaneo, pianista e direttore d’orchestra che il 20 ottobre farà uscire il nuovo doppio album ‘Equilibrium’, con l’Orchestra Sinfonica Italiana e il pianista americano Jeffrey Biegel. Il primo singolo estratto dal nuovo disco di Giovanni Allevi è ‘Flowers’.

Non ha bisogno di presentazioni Giovanni Allevi, compositore contemporaneo, pianista e direttore d’orchestra apprezzato in tutto il mondo. Il prossimo 20 ottobre uscirà il nuovo doppio album Equilibrium, con l’Orchestra Sinfonica Italiana e il pianista americano Jeffrey Biegel. Per parlare di questo e molto altro, abbiamo contattato in esclusiva proprio Giovanni Allevi.

Sappiamo che nel 2016 eri pronto a prenderti una pausa di 4 anni dalla discografia. Poi, cosa è successo per farti cambiare idea?

“Negli ultimi mesi ho sentito l’esigenza di un isolamento totale perché avevo perso l’equilibrio. Mi riferisco proprio all’equilibrio fisico: mi sono accorto di non essere più in grado di restare, anche per pochi secondi, in equilibrio su un piede solo. Da lì, mi sono accorto di aver perso l’equilibrio su altri aspetti della mia vita, nelle relazioni, nella musica, nel sonno, nel cibo. Ho cercato quindi un isolamento, soprattutto dal mondo virtuale, e sono rimasto connesso il minimo indispensabile. Sono andato su questa isola in cui c’erano solo rocce. Ho passato molto del mio tempo a correre, a cercare l’equilibrio e a comporre musica. Ho chiamato il disco Equilibrium per questo, ma non perché io abbia trovato l’equilibrio. Anzi, è forse vero il contrario. Continuo a sentirmi una sorta di piccolo squilibrato, è importante tendere verso l’equilibrio ma è anche importante saper perderlo. Il meglio di me, nella vita, l’ho dato quando mi sono sbilanciato, quando ho perso l’equilibrio. L’isolamento si è interrotto per il tour in Giappone, una tournée molto serrata. Durante l’ultimo concerto ho avuto il distacco dalla retina. Il giorno dopo ho subito un intervento d’urgenza, ho riportato una drastica riduzione del campo visivo. Per me è stata un’esperienza traumatica, che mi ha portato a sviluppare facoltà differenti come l’udito, il tatto e l’intuito in generale. L’altra parte dell’album, quindi, l’ho composta in questa nuova dimensione. Se penso che l’album è il risultato anche di questa esperienza per me molto difficile, beh, mi sento molto contento che questa si sia tradotta in note”.

‘Equilibrium’ è idealmente e fisicamente diviso in due parti. Il CD1, composto da 10 tracce di cui 5 eseguite da te, Giovanni Allevi, al pianoforte solo e 5 dove sei accompagnato dagli Archi dell’Orchestra Sinfonica Italiana. Il CD2, totalmente diverso, con il Concerto per Pianoforte e Orchestra n °1, che ti vede alla direzione dell’Orchestra Sinfonica Italiana, mentre il pianoforte solista è affidato a Jeffrey Biegel. Come hai vissuto e come vivi questo ‘equilibrio’ tra i ruoli di compositore, pianista e direttore d’orchestra e tra musica classica e rock, che sono le due anime del nuovo album?

“Le anime pop e rock sono le mie due anime, che come si vede nella copertina mi tirano da una parte all’altra. Sono due anime che cercano di trovare un equilibrio, che però probabilmente non troveranno mai. In questa dinamica nasce la musica. Nella copertina si intuisce che la musica rock tira un po’ di più dalla sua parte. Queste due anime pervadono la mia musica in questo album in particolare, ma del resto la pervadono da sempre.

L’incontro con Jeffrey Biegel è nato all’insegna dell’entusiasmo, del mistero e dell’amore reciproco. Tutto questo si è concretizzato nell’album. Altro elemento fondamentale è l’Orchestra Sinfonica Italiana, che accompagna lui e anche me. Sono ragazzi che arrivano dalle più importati istituzioni musicali nazionali, ragazzi di grande talento che hanno capito la mia musica. Voglio loro molto bene perché mi sono stati vicini nel momento difficile post-operatorio della registrazione. Il minimo comun denominatore è la mia musica, sempre più libera, sempre più squilibrata. Non voglio raccontare l’equilibrio finalmente raggiunto, quello è un ideale verso cui tendo. E una volta raggiunto, so che è importante saperlo perdere”.

È vero che tuo padre, che inizialmente ostacolava la tua passione per il piano, si è commosso quando ha sentito questo disco?

“Mio padre mi ha spiazzato, lui rappresenta per me l’autorità somma dal punto di vista musicale. Di solito, quando gli faccio sentire la mia musica, molto vicina al mondo contemporaneo, si gratta la testa in segno di disapprovazione. E questo, paradossalmente, è sempre stato un buon segno per me. Stavolta, mi ha spiazzato il suo commuoversi ascoltando il Concerto per Pianoforte e Orchestra. Non so ancora come interpretare questa cosa…” (ride, n.d.r.)

Nel disco c’è una canzone dedicata al terremoto che ha devastato il Centro Italia nell’estate 2016. Parlacene un po’…

No words è un brano per pianoforte ed orchestra d’archi che io ho iniziato a scrivere la mattina dopo la scossa nella notte del 24 agosto che ha raso al suolo interi paesi e portato via centinaia di vite a pochi chilometri da Ascoli, dove io mi trovavo in vacanza con la mia famiglia. Io sono rimasto senza parole sapendo che quei paesi, dove io da bambino avevo giocato, non esistevano più. Dopo la prima reazione di mancanza di parole, poi, attraverso le note, sono riuscito ad esprimere il mio grido di dolore. Nel brano ho affidato questo grido di dolore agli archi, mentre il pianoforte vuole invece rappresentare la continua vibrazione della scossa sismica. Ho scritto questo brano per aprire il mio cuore e manifestare questo sentimento tragico, ma anche affinché non si spengano i riflettori su queste persone, sulla mia gente. Lo dico con umiltà perché mi ritengo fortunato a non aver vissuto così gravemente come loro questa situazione. E ancora oggi stanno vivendo una condizione molto difficile”.

Abbiamo già accennato all’operazione per il distacco della retina. Come hai vissuto quel periodo e come ha contribuito la musica a farti superare quel momento?

Nell’ultima città giapponese del tour, ho avuto il distacco della retina mentre firmavo gli autografi dopo il concerto. Il distacco della retina è come una tenda nera che ti scende sugli occhi ma io, per amore della musica e per la riconoscenza nelle persone che erano lì, ho fatto finta di niente e ho continuato a ricevere il loro abbraccio. Questo, per me è il gesto emblematico: le difficoltà nella vita non devono farmi perdere di vista l’affetto delle persone, che non è per nulla scontato”.

Non ti si vede spesso in tv e non sei un animale da social. Come vivi il rapporto con questi due canali di promozione?

“A livello non solo mio individuale, ma anche collettivo, si inizia ad avvertire una sorte di repellenza davanti a questo mondo che sta diventando troppo social. Io ho sentito l’esigenza di ritrovare me stesso e di isolarmi dai mille stimoli a cui tutti noi siamo sottoposti. Credo che anche a livello collettivo si avverta questa necessità perché, beh, come fai a sentire la tua voce interiore quando sei sempre connesso e sempre sollecito da messaggi detti da altri? Io, pur essendo social, sono uno degli artisti più asociali. Per fortuna, però, riesco a scrivere comunque la mia musica e a trovare persone che mi seguano nonostante spesso non abbia nulla da dire al di fuori della mia arte e la mia musica”.

La première-evento europea di ‘Equilibrium’, dopo l’anteprima mondiale in America del 26 agosto, si terrà il 15 novembre al Teatro dal Verme di Milano con 60 elementi dell’Orchestra Sinfonica Italiana. Poi, a dicembre, partirà il tour. Puoi anticiparci qualcosa?

“Il 15 novembre, a Milano, ci sarà la prima europea per il Concerto per Pianoforte e Orchestra. La prima mondiale ha avuto già luogo in America con pianista Jeffrey Biegel e Direttore d’Orchestra Jeffrey Reed, alla guida dell’Orchestra del Kentucky. Io non sono potuto andare per la convalescenza dall’operazione all’occhio e quindi lo ascolterò per la prima volta il 15 novembre. Ho voluto invitare i due protagonisti americani che hanno già dato vita alla prima esecuzione. Nella seconda parte del concerto, invece, io eseguirò al ‘pianoforte solo’ alcuni brani di Equilibrium e sarò accompagnato dall’Orchestra Sinfonica Italiana per gli altri brani dell’album. Gli altri concerti del tour, invece, saranno soltanto con me e gli archi dell’Orchestra Sinfonica Italiana. Faremo i brani di Equilibrium e gli altri brani del mio repertorio”.

Photo credits: Facebook

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