Cammariere: “Mano nella mano”, album tra passione ed eleganza [RECENSIONE]

In molti, anche noi, riduciamo il punto d’arrivo della canzone d’autore a Tiziano Ferro, Giuliano Sangiorgi e Cesare Cremonini. Dimenticando, colpevolmente, gli slanci testual-musicali di Sergio Cammariere. Uscirà il 23 settembre il suo nuovo album, “Mano nella mano” (Sony Music), con la title-track del disco in radio già da ieri, venerdì 19. Col tempo sarà ricordato come uno dei suoi dischi più belli, sia come idea di fondo (un viaggio di Sergio in Andalusia, fino a Tarifa, luogo dove Africa ed Europa si tengono per mano e l’Oceano e il Mediterraneo si incontrano), sia come struttura. Il jazz dell’artista calabrese sembra quasi una lunga muraglia, piena di colori, sfumature, mescolanze e azzardi sonori che catturano al primo ascolto. C’è la fisarmonica di Antonello Salis, c’è la chitarra di Roberto Taufic, c’è l’immenso Roberto Kunstler. Ci sono pezzi ideali per una notte buia in salotto (in solitaria o in compagnia) e altri buoni per un viaggio senza meta, magari a bordo della propria automobile.

SERGIO CAMMARIERE @ SANREMO: VIDEO “TUTTO QUELLO CHE UN UOMO”

“Mano nella mano”, la recensione

Una sorta di rapida, ma pensata, track by track (grazie all’anteprima di Deezer). La prima traccia del nuovo album di Sergio Cammariere è quella impressa sulla copertina: struggente, malinconica e spagnoleggiante questa “Mano nella mano”, con la musica appoggiata su parole mai fuori luogo (e fuori dallo spazio). “Seguo il mio cammino e ancora non so che sarà di me, di te e di tutti noi nel tempo…“. (…) “..come luci accese di notte le mie sigarette che bruciano l’anima…“. Si passa a “L’amore trovato”, dove il suono fa quasi invidia alle cose più belle e felici degli anni ’60: atmosfera leggera, da piano bar d’antàn, con l’artista che abbraccia il suo strumento e canta la nostalgia di qualcuno (e di qualcosa “che ancora non so definire“). “Ed ora” (ASCOLTALA QUI) è un messaggio positivo, moderna “Vedrai vedrai” di tenchiana memoria: “..tu vedrai, cambierà la realtà.. come vedi intorno sta cambiando già, perché sai che non può continuare in questo modo ancora…“. Fa sognare, spinge a seguire il cuore, spinge verso una terra nuova. (CONTINUA)

Colpisce al cuore “Le incertezze di marzo”, un brano dove la voce calda di Sergio (toni bassi da pelle d’oca) crea un meraviglioso ibrido, a metà tra Burt Bacharach e Ivano Fossati. L’assolo di tromba dà l’idea del cammino insieme e accompagna verso l’amletico dubbio: “..e cosa serve l’amore non so..“. Un meraviglioso e, insieme, amaro viaggio a ritroso, tra rimorsi e rimpianti è al centro di “Io senza te tu senza me”: canzone che potrebbe fermarsi già dopo pochi secondi, grazie alla semplicità illuminante di “..io senza te e tu senza me, Brasile senza caffè…“. La consapevolezza di un amore al capolinea.

In coda citiamo due pezzi destinati ad ottenere il passaporto del tempo, “La vita ci vuole”, estremamente cinematografica, la ascolti e ti sembra di viverla: “..sentirsi nudi in questo bar io che mi perdo nuovamente nel tuo sguardo e nel tuo corpo, tu andavi a destra e io a sinistra e adesso guarda siamo qua intrappolati, la vita ci chiama, la vita ci vuole…“; last but not least, ecco “Così solare”: tra le più belle di tutto il disco, appare moderna nei suoni e nel testo, una poesia felice con qualche vago richiamo allo stile di Fabio Concato: “io vorrei portarti al mare, stare là insieme un po’ a parlare, voglio sapere se sei vera o no…“. La speranza dell’innamorato si rintana in un delicato loop: “resta uguale, non cambiare…

Tracklist

1. Mano nella mano
2. L’amore trovato
3. Ed ora
4. Le incertezze di marzo
5. Io senza te tu senza me
6. La vita ci vuole
7. Ancora non mi stanco
8. Siedimi accanto
9. Così solare
10. Quel tipo strano
11. Pangea (strumentale)

(foto by ufficio stampa)

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