Erika Biavati, niente Sanremo: dopo il diapason a X-Factor, “si lega” a Vasco Rossi…

Erika Biavati
Erika Biavati, niente Sanremo: dopo il diapason a X-Factor, “si lega” a Vasco Rossi…
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Ogni gara è avvincente. Anche quel che c’è prima di partire per il “viaggio”. Sanremo Begins un po’ amaro per Erika Biavati che fino all’ultimo ha sperato di partecipare all’edizione 2013: talento cristallino che va dal pop al blues, colpì Elio alle audizioni di X-Factor, utilizzando il diapason… Dopo il singolo “Non mangio la pizza con le mani”, è in arrivo il videoclip di “Dondola“, suo ultimo singolo. Realizzato dalla Swan Film Europe, proprio quella del Blasco e del “Manifesto futurista della nuova umanità”. Canta bene e parla anche meglio. Conversiamo, tanto non costa nulla…

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Non sei entrata nei 60 giovani e forti… Più delusa o incazzata?

Dondola è un brano che mi piaceva (e mi piace) moltissimo. Una canzone felice, un messaggio positivo. E’ stato trasmesso in radio un paio di volte prima di essere valutato dalla Commissione di Sanremo: il regolamento era poco chiaro, sembrava quasi che per noi giovani il veto valesse solo per il web. E’ andata così, non ci fermiamo mica…

Ci sono delle attinenze tra “Dondola” e “La bambina di cristallo”?

Riguardano l’infanzia, i ricordi, ma anche il mondo dei disabili. Sono due pezzi diversi. Nel videoclip io sarò ripresa sopra un’altalena: oscilla la felicità, mutano i desideri. Il dondolare è anche quello della culla, certo. Per il resto, la mia è una vita “tra matti e musica”, lavoro da anni con le persone disabili e sono molto affezionata al loro mondo. In ogni genere di follia c’è qualcosa di creativo… Loro si stupiscono per cose che a noi appaiono normalissime, è proprio un altro mondo.

Tu hai una storia legata a X-Factor… Cosa pensi dell’uscita di Arisa?

Deve rassegnarsi: X-Factor non è musica, è televisione. Secondo me non è a suo agio in quel contesto, non dovrebbe prendersela troppo a cuore. La mia esperienza è stata comunque positiva, ho tirato fuori il diapason alle audizioni perchè mi sembrava una cosa naturale, scontata, nel cantare a cappella: le note de “La sedia di lillà” erano abbastanza alte, non potevo che fare così.. ;-)

Hai l’azzardato quell’acuto.. Bel coraggio, evidentemente eri sicura di te!

Quello, tecnicamente, si chiama “registro di fischio”. Una tecnica particolare, ma non così complicato, molto meno rispetto al cantare nella zona acuta e in maniera “normale”. Una roba insolita, ero certa di poter colpire Elio e i suoi. Il pezzo di Alberto Fortis è bellissimo, lo canto molto spesso durante i miei concerti.

E oltre a Fortis chi ti “acchiappa”…?

Amo le canzoni, non i cantanti. Il blues, i pezzi malinconici. Penso anche a “Il manichino” di Gino paoli, “Quale allegria” di Lucio Dalla… L’importante è che mi emozionino. La musica d’autore è la mia preferita, penso ad alcune cose di Carmen Consoli o Niccolò Fabi. E poi, la scuola genovese: nel complesso, è un “blocco” al quale mi sento molto vicina…

Guardando all’estero?

Damien Rice, Bonnie Raitt, Linda Perry, Any Di Franco…

Sempre parlando di canzoni: hai qualche scheletro nell’armadio, qualche brano che ami (o amavi) canticchiare?

Tempo fa facevo uno spettacolo con le “canzoni da mangiare”. Ma che bontà di Mina, ad esempio. Forse a guardarmi non si direbbe, ma mi fanno impazzire gli Skiantos! una canzoncina geniale secondo me è “Caccole”. Troppo simpatica!

Hai partecipato anche a rassegne di qualità, d’autore…

Si, Premio Lunezia ad esempio. L’atteggiamento era positivo, da parte di tutti. Continuo a sentire alcuni cantautori, è nato un rapporto di amicizia, sono felice. Anche l’esperienza con Demo di Radio1 è stata occasione di crescita, dove ad esempio ho avuto l’opportunità di suonare negli studi Rai, in acustico. Tanto di cappello a Michael (Pergolani ) e Renato (Marengo).

Torniamo a Sanremo… Adesso che facciamo?

Sanremo non inizia, quindi non può finire nulla. Continuo per la mia strada. Il progetto non muore, perchè viene meno il sogno Sanremo. Adesso sono in attesa del videoclip di “Dondola“. Sarà realizzato dalla Swan Film Europe, gli stessi che hanno diretto, ad esempio, “Il manifesto futurista della nuova umanità” di Vasco Rossi. Senza dimenticare che tra gennaio e febbraio uscirà il mio nuovo disco di inediti!

Ho capito, ma che facciamo?

Cantiamo.

(Ph. Gabriele Fiolo)